Era il novembre 2022 quando la Giunta comunale della città di Bologna approvava le linee di indirizzo per la realizzazione del piano “Bologna Città 30”, per il miglioramento della sicurezza stradale.
E’ passato poco più di un anno, e l’amministrazione, nonostante un dibattito acceso e molte polemiche sorte intorno al piano, non ha intenzione di fare passi indietro. Anzi: il 16 gennaio 2024 rappresenterà una fatidica data nel percorso verso la piena attuazione del progetto.
Da quel giorno, infatti, scatteranno le sanzioni per tutti i veicoli che supereranno i limiti di velocità nell’area urbana. Si tratterà di una piccola rivoluzione, perché il limite massimo di velocità in tutte le strade urbane di Bologna passa da 50 a 30 chilometri orari, ad eccezione delle principali vie di scorrimento dove rimarrà a 50 chilometri orari.
Di fatto i 30 chilometri orari diventano la nuova normalità, andando a coprire il 70% delle strade del centro abitato e il 90% di quelle della parte di città più densamente vissuta dalle persone, rispetto all’attuale 30%. Un cambiamento non da poco, dunque.

Vediamo innanzitutto le strade principali in cui scatterà il limite dei 30.
A Bologna il 30% delle strade cittadine ha già il limite ai 30. La grossa novità è rappresentata dalle cosiddette radiali: saranno a limite 30 via Mazzini, via Murri, via Saragozza, via di Corticella, via Massarenti, via Andrea Costa, via Saffi.
Rimangono ai 50 tutti i viali di circonvallazione; i cosiddetti stradoni, come viale Togliatti, viale Gandhi, via Colombo, via Gnudi, via degli Ortolani, via del Lazzaretto, via del Terrapieno, via del Triumvirato, via Don Sturzo, via Due Madonne, via Ferrarese (nel tratto più esterno), via Firenze, via Carracci (limitatamente al tratto non abitato tra via Carracci e via Manzi), via Saragat, via Gagarin, via Marco Polo, via Gobetti, via Po, via Nenni, via Prati di Caprara, via Sabotino, via San Donato, via Stalingrado, viale Aldo Moro, via Toscana (da via Foscherara in poi), via Tolmino, viale Carducci, viale Lenin.
Veniamo ora alle sanzioni che scatteranno per chi non rispetta il limite dei 30 chilometri orari.
Per chi supera il limite di massimo dieci chilometri, la sanzione è da 42 a 173 euro. Per chi lo supera di oltre 10 km, ma non oltre 40 km, c’è una sanzione da 173 a 694 euro e tre punti della patente in meno. Per chi sfora fino a 60 km sanzioni da 543 a 2.170 euro, sei punti persi e la sospensione della patente da uno a tre mesi. Chi arriva a superare il limite di oltre 60 km invece rischia sanzioni da 845 a 3.382 euro, patente sospesa da 6 a 12 mesi e meno 10 punti della patente.
La soglia di tolleranza è quella prevista per legge, cioè di cinque chilometri. La multa scatterà inesorabilmente dai 36 chilometri orari.
E’ da ricordare che il limite vale anche per biciclette, scooter e monopattini.
I controlli. Questi saranno effettuati nelle strade con limite ai 50 con gli autovelox, cioè con sistemi fissi, in quelle con limite ai 30 col telelaser, ovvero sistemi mobili di controllo che utilizzano le pattuglie, e vanno segnalati con cartelli prima.
Sulla loro dislocazione e il numero l’amministrazione ha dichiarato che fornirà maggiori dettagli nei prossimi giorni.
C’è da precisare, però, che nell’area del centro storico, a causa dei limiti previsti per legge, la maggioranza delle strade del centro non si presta ai controlli col telelaser.
Per favorire questa “transizione” verso le nuove regole stradali, l’amministrazione bolognese ha approntato una pagina web, Bologna Città 30: https://www.bolognacitta30.it
sulla quale sono illustrati con chiarezza ed efficacia i principi che stanno alla base della “filosofia” della Città 30, le esperienze giù maturate in Italia e all’estero (soprattutto in alcune grandi città europee, come Parigi) e le modalità attuative.
E’ utile riportare la lunga serie di obiettivi e vantaggi che i promotori della Città 30 indicano come legati al piano. La limitazione della velocità comporterà (o meglio, dovrà comportare):
- zero morti sulle strade
- salvaguardare la salute dei cittadini
- rendere il traffico più fluido
- promuovere la mobilità sostenibile
- aumentare la qualità e fruibilità dello spazio pubblico
- creare nuove aree verdi e pedonali
- creare spazi protetti davanti alle scuole
- implementare il programma di manutenzione di strade e marciapiedi
Il dibattito, come si è detto, è aperto e sarà ancora (si prevede) acceso.
Ma dal 16 gennaio, a Bologna si fa sul serio: finalmente potremo vedere concretamente i risultati, nei prossimi mesi e nei prossimi anni.